Il Giorno della Memoria. Un giorno per non dimenticare.
Per non dimenticare l’Olocausto, l’eccidio di milioni di ebrei innocenti, condannate a subire torture indicibili. Dachau, Treblinka, Auschwitz: sono i nomi dei più famigerati campi di sterminio nazisti.
Il Giorno della Memoria è passato e molti sono stati gli interventi televisivi, i documentari, i film, le manifestazioni locali. Ricordiamocelo però in tutti i comportamenti quotidinai…
E’ un giorno che va vissuto sempre, per non dimenticare gli orrori della guerra, la follia del dispotismo e del totalitarismo. Per non dimenticare anche tutte le milioni di persone morte anche dopo la fine della seconda guerra mondiale, condannate a morire nelle foibe o nei gulag siberiani. Per non dimenticare che nessun uomo è al di sopra degli altri. Per non dimenticare che la giustizia deve essere uguale per tutti, per non dimenticare gli eccidi in Estremo Oriente, le sanguinose lotte tribali in Africa, l’antisemitismo sempre in agguato e ogni forma di razzismo.
Il Giorno della memoria: una porta aperta verso la libertà nel rispetto della democrazia e della dignità umana, indipendentemente dal Credo, dalla lingua e dalla razza.
Perché un uomo potrà dirsi libero soltanto se la Storia farà in modo che i tragici errori del passato e del presente, non abbiano più a ripetersi in futuro.
La Serbia è vicinissima sia nel tempo che nei chilometri!
Intesa bipartisan sulla Tav. era ora!!! La proposta lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha raccolto il consenso di buona parte del centrosinistra e di quella del centrodestra. Risultato? Domenica 24 gennaio i sindaci della Valsusa e non solo, scenderanno in piazza per manifestare pubblicamente il loro consenso alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Milano e Torino a Lione. La Francia e di conseguenza l’Europa si fanno più vicine. Sembrerebbe che il buonsenso abbia avuto la meglio su quanti (una minoranza) continuano a rifiutare la realizzazione del progetto, tanto da arrivare al punto di ostacolarlo, acquistando gli appezzamenti di terreno sui quali la linea dovrebbe passare. La strenua opposizione alla Tav in Valsusa ha già posto il nostro Paese in una situazione di stallo che ha il sapore del paradosso. Anarchici “bombaroli” e un pugno di amministratori hanno tenuto in scacco due decenni l’amministrazione regionale e il governo centrale. Adesso la maggior parte degli abitanti e dei sindaci della Valle si è resa conto che un’opposizione demagogica e strumentale ha fondamentalmente danneggiato l’economia della zona, isolando tutto il Nord-Ovest dalle comunicazioni veloci. Questa è la dimostrazione pratica che quando si vuole, si può raggiungere un’intesa su un’esigenza comune, indipendentemente dagli schieramenti e dagli steccati ideologici. Il buonsenso non ha colore: la Valsusa lo ha capito! E lo dimostra con una contromanifestazione che la dice lunga. Meglio tardi che mai…
“Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo” - così don Pierino Gelmini si è rivolto a Silvio Berlusconi - Qualcuno ti ha definito il diavolo - ha affermato il sacerdote -, ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene”. Il fondatore della Comunità “Incontro” ha quindi rivolto a Berlusconi un nuovo incitamento, alzando la voce: “Non avere paura, tieni duro e vai avanti. Non arrenderti, per favore”.
La notizia riportata dall’agenzia di stampa Ansa è significativa, tanto più che a rilasciare queste dichiarazioni è un religioso da anni in prima linea nella lotta contro la tossicodipendenza. Un sacerdote si è rivolto al presidente del Consiglio, ancora in convalescenza dopo la brutale aggressione subita ad opera di uno psicolabile a Milano in Piazza del Duomo, con un coraggio che altri non avrebbero avuto. Parole che avranno procurato di certo non pochi mal di pancia alla religiosissima Rosy Bindi e al giacobino forcaiolo Antonio di Pietro.
Quella piazza che qualcuno voleva infiammare per sfogare il proprio rancore (dovuto poi a cosa?) nei confronti del premier, oggi dimostra di avere un’anima e di non essere facilmente manovrabile. Anche buona parte dell’opposizione si sta rendendo conto che i facinorosi devono essere isolati, perché sono proprio loro a costituire una minaccia per la società civile.
La politica sta maturando e la cultura della convivenza (e non della connivenza, si badi bene) sociale sta lentamente, ma gradatamente prendendo piede. E le esternazioni coraggiose di don Gelmini costituiscono il primo segnale positivo in questa Italia che finalmente riflette, s’interroga, cerca delle risposte.
Questa è l’Italia che ci piace: quella in cui alberga la cultura del coraggio, della presa di coscienza, della passione tesa a migliorare la società.
Grazie don Gelmini, per la grande lezione di umanità che hai impartito a tutti noi in un momento in cui si pensa sopratutto a scartare i regali e ad abbuffarsi durante pranzi e cenoni.
La Biblioteca civica di Chivasso giudicata modello da seguire
Chivasso, Cultura, Politica 1 Commento »
La biblioteca civica Jacobino Suigo: un modello da seguiredi Annarita Scalvenzo (da Localport.it)
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Nello scenario del futuro sistema bibliotecario piemontese tra nuove soluzioni architettoniche edilizie, progettazione degli spazi e ridefinizione dei servizi, la biblioteca civica “Jacobino Suigo”, che sorgerà prossimamente al Movicentro, assume un ruolo di primo piano e si pone come uno dei modelli di riferimento cui guardare con interesse.E’ quanto è emerso ad “Architetture del Leggere - Giornata di Aggiornamento per i Bibliotecari delle Biblioteche Piemontesi”, convegno che si è tenuto il 26 novembre scorso presso la Biblioteca Universitaria di Torino di piazza Carlo Alberto.Nel corso dei lavori è stato evidenziato come la nuova struttura, la cui collocazione all’interno di un nodo d’interscambio modale ferrovia/gomma è già di per sé un fattore innovativo, presenti molteplici aspetti rispondenti a nuovi criteri di funzionalità. Unica nel suo genere, la biblioteca avrà, infatti, al suo interno anche la biglietteria ferroviaria e sarà dotata, tra l’altro, di front office, sale di attesa, zona emeroteca con sala lettura, archivio libri, area dedicata ai giochi per bambini, zona audiolibri, zona ascolto musica, videoteca, sala conferenze e zona relax.Vi saranno inoltre cataloghi on line, scaffali plurilingue, un distributore automatico per il prestito e la restituzione dei libri 24 ore su 24 e la possibilità di prestito agli utenti di notebook in aggiunta alle postazioni multimediali fisse.«E’ con grande soddisfazione che constatiamo come la nuova biblioteca, alla cui realizzazione da tempo sta lavorando la nostra Amministrazione, incontri l’interesse e l’approvazione degli addetti ai lavori – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Alessandro Germani -. Ciò dimostra la validità dei criteri che ne hanno ispirato la progettazione e cioè quelli di avvicinare quanto più possibile il libro alla gente, soprattutto in quegli spazi di grande fruizione di pubblico e solitamente non utilizzati a questo scopo. Desidero inoltre ringraziare la Regione Piemonte e il professor Vivarelli dell’Università degli Studi di Torino, con cui collaboriamo proficuamente sin dall’inizio, per il riscontro pubblico dato al lavoro impegnativo, anche se a volte “nascosto”, svolto dalla dirigenza e dallo staff della nostra biblioteca».«Un progetto ambizioso nel quale abbiamo creduto da subito e che ci sta impegnando da qualche anno – ha aggiunto il sindaco Bruno Matola –. Una proposta culturale nuova e originale che trasformerà e amplificherà le possibilità della nostra biblioteca portando il servizio più vicino ai cittadini con particolare riguardo ai nostri giovani».Tutte le informazioni inerenti alle attività della biblioteca e alla nuova sede del Movicentro, sono disponibili sul sito internet del Comune oppure su Facebook al gruppo “Biblioteca Civica Jacobino Suigo”, gruppo al quale tutti gli utenti sono invitati ad iscriversi.
Un Natale nel segno della speranza e un 2010 di fortissimo impegno per cambiare le cose in Regione Piemonte
Chivasso, Cultura, Politica Nessun Commento »Cari amici, anche questo Natale è alle porte. E’ certamente un Natale amaro, caratterizzato da una situazione sociale difficile e da una conflittualità politica che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica. Eppure questo è un Natale di speranza, illuminato da deboli ma presenti sprazzi di luce. Ieri sera ci siamo ritrovati con tantissimi amici – nonostante “il tempo da lupi” – per scambiarci gli auguri di Natale e per spiegare i motivi che mi hanno indotto ad accettare la candidatura per il PdL alle elezioni regionali della prossima primavera.
Sono l’unico rappresentante chivassese che ha ricevuto questo onore, e la proposta non solo mi riempie di orgoglio, ma credo sottolinei il lavoro svolto con impegno in quasi vent’anni di amministrazione locale. Il 2010 si presenta come un anno ricco di incognite. Stiamo assistendo, è vero, ad una progressiva e lenta ripresa economica, ma i problemi sul tappeto sono molti e devono essere affrontati con coraggio, professionalità e capacità progettuale tipiche della visione di un giovane. In questo anno di profonda recessione, molte aziende hanno cessato l’attività, e di fronte a migliaia di persone si agita lo spettro della disoccupazione. Altre aziende nel primo semestre del prossimo anno si troveranno alle prese con ulteriori difficoltà. E’ inutile nascondersi che il momento che stiamo vivendo è difficile, drammatico. I salari con corrisposti o percepiti in percentuale grazie alla cassa integrazione, rappresentano un problema anche per i consumi: meno soldi per i lavoratori, meno entrate per commercianti e operatori del turismo locale. Il paventato sblocco delle grandi infrastrutture da realizzare in Piemonte, rappresenta, sotto questo punto di vista un’occasione irripetibile per rilanciare l’economia locale, per ridare ossigeno all’indotto, per garantire un futuro a tante persone che non sanno come sbarcare il lunario. Il nostro impegno in Regione, e in particolare in mio, si muoverà in questa direzione. Il rilancio economico è a portata di mano e, se in nelle prossime elezioni regionali, il PdL avrà il mandato a governare, molte delle risorse finora utilizzate in modo improprio dal centrosinistra per realizzare progetti faraonici che non vedranno mai la luce, saranno destinate a rinvigorire il tessuto economico e sociale. Questo non è più il momento dei proclami e degli slogan. Il valore della concretezza e dello sviluppo devono diventare una realtà tangibile, che consenta al nostro Piemonte di assumere un ruolo strategico in tutto il Nord Italia. In questo momento, in cui la politica si dibatte in polemiche sterili e pretestuose, culminate nella vile aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in cui l’azione devastatrice dei agitatori di piazza si fa pressante, l’unità, la coesione divengono un elemento di fondamentale importanza. L’affermazione del PdL in Regione – dopo un devastante quinquennio di Bresso & Co. – rappresenta la svolta vera, decisa, concreta. Sarà una scelta di speranza e non di illusione, una scelta legata alla buona volontà e all’entusiasmo di chi, come me, si affaccia ad una ribalta più vasta di quella chivassese. Per cambiare occorrono nuove idee, la voglia di combattere che soltanto i giovani hanno, la passione che deriva da una militanza attiva, partecipe, ispirata ai valori che hanno fatto grande la nostra amata Patria. Mi sono reso disponibile per queste ragioni che sento profondamente mie. Il 2010 sarà l’anno della grande svolta, quella decisiva. Per questo conto sul vostro appoggio, sulla vostra amicizia, sulla vostra stima. E siate certi che farò di tutto, e, ancora di più, per non deludervi. Un caro augurio di Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo e voi e alle vostra famiglie. Grazie. Alessandro





