“Un gigante, un cantante irripetibile, una voce strepitosa come quella Dio la regala una volta ogni 100 anni. Di quanti cantanti la voce è così riconoscibile che bastano due note per capire di chi si tratta? Penso Maria Callas, a Renata Tebaldi e penso a lui, una delle voci più straordinarie del 900. Oggi è venuto a mancare un artista che, al di là dei giudizi personali, ha lasciato un’impronta enorme presso gli appassionati. Era un emiliano dalla saggezza semplice, intelligente. Un emiliano sanguigno che credeva che l’intensità della musica potesse raggiungere l’animo delle persone e che perciò s’è dato al pubblico con una generosità tale da rompere ogni barriera. E poi era professionista serissimo, tutt’altro che un divo nel senso che di solito si attribuisce al termine.
Nel Don Carlo che facemmo insieme alla Scala nel ’92 seguiva ogni dettaglio delle prove e così anche ne I Pagliacci, nella Messa da Requiem di Verdi, nei Puritani che facemmo tanti anni fa a Roma con la Freni e Bruscantini.
E poi era un generoso. Nel ’95 gli chiesi di venire a cantare a Forlì, con me al pianoforte, in un concerto a favore di una comunità di recupero e lui venne subito dagli Stati Uniti a sue spese”.

Riccardo Muti - Corriere Della Sera 07/09/2007