Archive for Dicembre, 2009

La Biblioteca civica di Chivasso giudicata modello da seguire

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La biblioteca civica Jacobino Suigo: un modello da seguiredi Annarita Scalvenzo (da Localport.it)
Nello scenario del futuro sistema bibliotecario piemontese tra nuove soluzioni architettoniche edilizie, progettazione degli spazi e ridefinizione dei servizi, la biblioteca civica “Jacobino Suigo”, che sorgerà prossimamente al Movicentro, assume un ruolo di primo piano e si pone come uno dei modelli di riferimento cui guardare con interesse.E’ quanto è emerso ad “Architetture del Leggere - Giornata di Aggiornamento per i Bibliotecari delle Biblioteche Piemontesi”, convegno che si è tenuto il 26 novembre scorso presso la Biblioteca Universitaria di Torino di piazza Carlo Alberto.Nel corso dei lavori è stato evidenziato come la nuova struttura, la cui collocazione all’interno di un nodo d’interscambio modale ferrovia/gomma è già di per sé un fattore innovativo, presenti molteplici aspetti rispondenti a nuovi criteri di funzionalità. Unica nel suo genere, la biblioteca avrà, infatti, al suo interno anche la biglietteria ferroviaria e sarà dotata, tra l’altro, di front office, sale di attesa, zona emeroteca con sala lettura, archivio libri, area dedicata ai giochi per bambini, zona audiolibri, zona ascolto musica, videoteca, sala conferenze e zona relax.Vi saranno inoltre cataloghi on line, scaffali plurilingue, un distributore automatico per il prestito e la restituzione dei libri 24 ore su 24 e la possibilità di prestito agli utenti di notebook in aggiunta alle postazioni multimediali fisse.«E’ con grande soddisfazione che constatiamo come la nuova biblioteca, alla cui realizzazione da tempo sta lavorando la nostra Amministrazione, incontri l’interesse e l’approvazione degli addetti ai lavori – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Alessandro Germani -. Ciò dimostra la validità dei criteri che ne hanno ispirato la progettazione e cioè quelli di avvicinare quanto più possibile il libro alla gente, soprattutto in quegli spazi di grande fruizione di pubblico e solitamente non utilizzati a questo scopo. Desidero inoltre ringraziare la Regione Piemonte e il professor Vivarelli dell’Università degli Studi di Torino, con cui collaboriamo proficuamente sin dall’inizio, per il riscontro pubblico dato al lavoro impegnativo, anche se a volte “nascosto”, svolto dalla dirigenza e dallo staff della nostra biblioteca».«Un progetto ambizioso nel quale abbiamo creduto da subito e che ci sta impegnando da qualche anno – ha aggiunto il sindaco Bruno Matola –. Una proposta culturale nuova e originale che trasformerà e amplificherà le possibilità della nostra biblioteca portando il servizio più vicino ai cittadini con particolare riguardo ai nostri giovani».Tutte le informazioni inerenti alle attività della biblioteca e alla nuova sede del Movicentro, sono disponibili sul sito internet del Comune oppure su Facebook al gruppo “Biblioteca Civica Jacobino Suigo”, gruppo al quale tutti gli utenti sono invitati ad iscriversi.

Biblioteca Civica Suigo 2.0 - vista dai binari

Tanti Auguri di Buon Natale a tutti… amici e avversari, belli e brutti, simpatici ed antipatici…

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Tanti Auguri 2009 - Duomo di Chivasso

Un Natale nel segno della speranza e un 2010 di fortissimo impegno per cambiare le cose in Regione Piemonte

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Cari amici, anche questo Natale è alle porte. E’ certamente un Natale amaro, caratterizzato da una situazione sociale difficile e da una conflittualità politica che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica. Eppure questo è un Natale di speranza, illuminato da deboli ma presenti sprazzi di luce. Ieri sera ci siamo ritrovati con tantissimi amici – nonostante “il tempo da lupi” – per scambiarci gli auguri di Natale e per spiegare i motivi che mi hanno indotto ad accettare la candidatura per il PdL alle elezioni regionali della prossima primavera.

Sono l’unico rappresentante chivassese che ha ricevuto questo onore, e la proposta non solo mi riempie di orgoglio, ma credo sottolinei il lavoro svolto con impegno in quasi vent’anni di amministrazione locale.

Il 2010 si presenta come un anno ricco di incognite. Stiamo assistendo, è vero, ad una progressiva e lenta ripresa economica, ma i problemi sul tappeto sono molti e devono essere affrontati con coraggio, professionalità e capacità progettuale tipiche della visione di un giovane. In questo anno di profonda recessione, molte aziende hanno cessato l’attività, e di fronte a migliaia di persone si agita lo spettro della disoccupazione. Altre aziende nel primo semestre del prossimo anno si troveranno alle prese con ulteriori difficoltà.

E’ inutile nascondersi che il momento che stiamo vivendo è difficile, drammatico. I salari con corrisposti o percepiti in percentuale grazie alla cassa integrazione, rappresentano un problema anche per i consumi: meno soldi per i lavoratori, meno entrate per commercianti e operatori del turismo locale. Il paventato sblocco delle grandi infrastrutture da realizzare in Piemonte, rappresenta, sotto questo punto di vista un’occasione irripetibile per rilanciare l’economia locale, per ridare ossigeno all’indotto, per garantire un futuro a tante persone che non sanno come sbarcare il lunario. Il nostro impegno in Regione, e in particolare in mio, si muoverà in questa direzione. Il rilancio economico è a portata di mano e, se in nelle prossime elezioni regionali, il PdL avrà il mandato a governare, molte delle risorse finora utilizzate in modo improprio dal centrosinistra per realizzare progetti faraonici che non vedranno mai la luce, saranno destinate a rinvigorire il tessuto economico e sociale.

Questo non è più il momento dei proclami e degli slogan. Il valore della concretezza e dello sviluppo devono diventare una realtà tangibile, che consenta al nostro Piemonte di assumere un ruolo strategico in tutto il Nord Italia. In questo momento, in cui la politica si dibatte in polemiche sterili e pretestuose, culminate nella vile aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in cui l’azione devastatrice dei agitatori di piazza si fa pressante, l’unità, la coesione divengono un elemento di fondamentale importanza.

L’affermazione del PdL in Regione – dopo un devastante quinquennio di Bresso & Co. –  rappresenta la svolta vera, decisa, concreta. Sarà una scelta di speranza e non di illusione, una scelta legata alla buona volontà e all’entusiasmo di chi, come me, si affaccia ad una ribalta più vasta di quella chivassese. Per cambiare occorrono nuove idee, la voglia di combattere che soltanto i giovani hanno, la passione che deriva da una militanza attiva, partecipe, ispirata ai valori che hanno fatto grande la nostra amata Patria. Mi sono reso disponibile per queste ragioni che sento profondamente mie. Il 2010 sarà l’anno della grande svolta, quella decisiva. Per questo conto sul vostro appoggio, sulla vostra amicizia, sulla vostra stima. E siate certi che farò di tutto, e, ancora di più, per non deludervi.

Un caro augurio di Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo e voi e alle vostra famiglie. Grazie.

Alessandro

Ma in che Paese viviamo? chiediamo le dimissioni di Bindi e Di Pietro!

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C’era da aspettarselo. All’indomani del ferimento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le più alte cariche dello Stato e gli esponenti dei partiti di tutti gli schieramenti, hanno 

ma quant'è brutto e osceno?

condannato il gesto compiuto dallo “psicolabile” Massimo Tartaglia.

Persino Rutelli ed addirittura Bersani.

Tutti tranne Antonio Di Pietro e Rosy Bindi.

 

Ma in che Paese viviamo?

Come si fa a sostenere che Berlusconi se l’è cercata l’aggressione?  Ma come intendono la politica questi due individui?

Fortunatamente questa è una parte minoritaria dell’Italia in cui viviamo. Una minoranza che può essere pericolosa, ma che la società civile, indipendentemente dagli schieramenti, deve isolare, ricordandosi alle prossime elezioni di quanto Rosy Bindi e Antonio Di Pietro hanno detto e fatto.

L’istigazione alla violenza è un reato e come tale va perseguito dagli inquirenti.

La giustizia non deve conoscere eccezioni. La cultura della legalità passa anche attraverso questo concetto: il rispetto delle istituzioni va salvaguardato nell’interesse della collettività. Silvio Berlusconi potrà piacere o no, ma è stato legittimato a governare dalla maggioranza degli elettori. E se la Bindi o Di Pietro si schifano a sedere in un Parlamento in cui la maggioranza fa capo all’odiato imprenditore brianzolo, siano coerenti.

Si dimettano. Per il bene di tutti.

Di Pietro, ci fai schifo!

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L’aggressione a Silvio Berlusconi, anche se ad opera di uno “squilibrato” è certamente il risultatodell’incitamento all’odio promosso dalla sinistra e in particolar modo dall’expm Antonio di Pietro, che, recentemente ha evocato lo spettro degli scontri dipiazza.

Un ex difensore della legge che si mette contro la legge, inneggiandoalla violenza.

Durante il comizio alla fine del quale è stato aggredito, il premier aveva più volte detto no all’odio.E’ un clima preoccupante quello che aleggia sul nostro Paese.

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Mentre noidifendiamo e diffondiamo la cultura della legalità, c’è chi inneggia allacultura della violenza.

E’ questo il sistema con cui si vuole affossare ilcentrodestra. Creare destabilizzazione, ricorrendo alla piazza, alimentando illivore degli esaltati. Se questo è il modo di fare politica, di fareopposizione, c’è da preoccuparsi. Ferire intenzionalmente il capo del governo èun atto gravissimo, e non soltanto dal punto di vista penale: in questo modos’incoraggia l’eversione, si esaspera la conflittualità, si crea odio per contrastarel’azione di una coalizione legittimata a governare dalla maggioranza degliitaliani.

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Il ferimento del premier non è concepibile in Stato di diritto, in unPaese civile. Colpevoli non sono soltanto gli autori materiali di attiinconsulti ma soprattutto i mandanti morali.

E di Pietro per primo, dovrebbecominciare a pagarne lo scotto…. Tiriamogli una torta in faccia, alle prossime elezioni regionali!

Premier aggredito: i cattivi maestri comincino a fare silenzio

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Preoccupano le affermazioni di Di Pietro. Ora è tempo di colombe

Premier aggredito: i cattivi maestri comincino a fare silenzio

di Filippo RossiIl fatto che l’Italia sia diventato un paese in cui anche una sola persona si alzi la mattina e decida di aggredire il presidente del consiglio è il segno che ogni limite è stato oltrepassato. E il fatto che qualcuno, come ha fatto Antonio Di  Pietro, si azzardi a spiegare, giustificare in qualche modo un’azione violenta è il segno che la politica italiana deve davvero farsi una profonda analisi di coscienza. I cattivi maestri dovrebbero cominciare a fare silenzio.Il clima d’odio, di rancore, di delegittimazione dell’avversario e del nemico – continua l’articolo – non può che creare mostri, non può che riportare l’Italia a un tempo che nessuno vorrebbe più vivere. È per questo che la solidarietà e la condanna non sono sufficienti. Perché purtroppo il gesto folle di un individuo rischia di diventare il simbolo dell’apertura di una stagione nera per la storia d’Italia. Una stagione in cui il dialogo e la condivisione perdono terreno rispetto alla logica della barricata, dello scontro, della guerra. È per questo che la politica, tutta la politica, deve fare di più: deve saper reagire con i fatti a un rischio del genere. Deve saper costruire un percorso di pace che sappia allontanarsi da un baratro in cui cadremmo tutti insieme. Tutti perdenti. Perché oggi è stato un gesto di un singolo. Gravissimo. Ma domani potrebbe essere di più. E per questo che non è più tempo dei falchi. È tempo, deve essere il tempo, delle colombe.www.ffwebmagazine.it

oggi parte la “frecciarossa” per tutti??? SI TAV!

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Nonostante l’enorme ritardo accumulato negli ultimi due decenni, la rete ferroviaria ad Alta Velocità, sta finalmente diventando una realtà. Nei giorni scorsi sono divenuti definitivamente operativi i collegamenti tra Torino e Milano e Milano con Salerno ed oggi era il primo giorno “promozionale”.

Un importante passo in avanti compiuto dal governo Berlusconi, ma che rischia di essere vanificato dall’opposizione in Val di Susa alla realizzazione della tratta che dovrebbe collegare Torino alla Francia. Ancora un volta l’interesse di un intero Paese, di decine di milioni di persone, di una fondamtreno_alta-velocita.jpgentale strategia di sviluppo economico, è nelle mani di un pugno di persone che arrestano lo sviluppo in nome di un presunto e millantato “rovinoso impatto ambientale”.

Ed ecco che, per responsabilità di un gruppo di ambientalisti, di amministratori e cittadini “politicizzati”, ancora una volta il Piemonte rischia l’isolamento totale. Come se non bastasse la recessione economica a rendere più difficili le cose. Torino, che dovrebbe essere la porta d’Europa, con tutti gli innegabili vantaggi che ne deriverebbero, ritorna in una posizione di secondo piano. L’alta Velocità rovina l’ambiente.

E gli attentati dinamitardi del passato, come possono essere considerati?

La realizzazione delle tratte ferroviarie divenute operative, hanno nei fatti dimostrato che le ragioni degli oppositori sono di natura squisitamente politica e strumentale. Alla faccia della cultura dello sviluppo. Queste persone illuminate e progressiste in realtà non vogliono il progresso. E lo dimostrano con le manifestazioni, i presidi, i proclami.

E’ giunto il momento di dire basta!

L’Italia ha più che mai bisogno di essere parte integrante dell’Europa, di cogliere ogni occasione di sviluppo economico, culturale e sociale. Non possono due o trecento dimostranti ottusi a decidere del destino di una regione e di un’intera nazione. La cultura dello sviluppo, quella in cui crediamo fermamente non conosce ricatti e demonizzazioni.

E’ il momento di intervenire con fermezza e decisione. Perché la contestazione in Val di Susa è diventata un’ingombrante palla al piede che va rimossa. Nell’interesse di tutti.