C’era da aspettarselo. All’indomani del ferimento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le più alte cariche dello Stato e gli esponenti dei partiti di tutti gli schieramenti, hanno 

ma quant'è brutto e osceno?

condannato il gesto compiuto dallo “psicolabile” Massimo Tartaglia.

Persino Rutelli ed addirittura Bersani.

Tutti tranne Antonio Di Pietro e Rosy Bindi.

 

Ma in che Paese viviamo?

Come si fa a sostenere che Berlusconi se l’è cercata l’aggressione?  Ma come intendono la politica questi due individui?

Fortunatamente questa è una parte minoritaria dell’Italia in cui viviamo. Una minoranza che può essere pericolosa, ma che la società civile, indipendentemente dagli schieramenti, deve isolare, ricordandosi alle prossime elezioni di quanto Rosy Bindi e Antonio Di Pietro hanno detto e fatto.

L’istigazione alla violenza è un reato e come tale va perseguito dagli inquirenti.

La giustizia non deve conoscere eccezioni. La cultura della legalità passa anche attraverso questo concetto: il rispetto delle istituzioni va salvaguardato nell’interesse della collettività. Silvio Berlusconi potrà piacere o no, ma è stato legittimato a governare dalla maggioranza degli elettori. E se la Bindi o Di Pietro si schifano a sedere in un Parlamento in cui la maggioranza fa capo all’odiato imprenditore brianzolo, siano coerenti.

Si dimettano. Per il bene di tutti.