Ma in che Paese viviamo? chiediamo le dimissioni di Bindi e Di Pietro!
Politica Dicembre 14th. 2009, 11:51pm
C’era da aspettarselo. All’indomani del ferimento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le più alte cariche dello Stato e gli esponenti dei partiti di tutti gli schieramenti, hanno condannato il gesto compiuto dallo “psicolabile” Massimo Tartaglia. Persino Rutelli ed addirittura Bersani. Tutti tranne Antonio Di Pietro e Rosy Bindi. Ma in che Paese viviamo? Come si fa a sostenere che Berlusconi se l’è cercata l’aggressione? Ma come intendono la politica questi due individui? Fortunatamente questa è una parte minoritaria dell’Italia in cui viviamo. Una minoranza che può essere pericolosa, ma che la società civile, indipendentemente dagli schieramenti, deve isolare, ricordandosi alle prossime elezioni di quanto Rosy Bindi e Antonio Di Pietro hanno detto e fatto. L’istigazione alla violenza è un reato e come tale va perseguito dagli inquirenti. La giustizia non deve conoscere eccezioni. La cultura della legalità passa anche attraverso questo concetto: il rispetto delle istituzioni va salvaguardato nell’interesse della collettività. Silvio Berlusconi potrà piacere o no, ma è stato legittimato a governare dalla maggioranza degli elettori. E se la Bindi o Di Pietro si schifano a sedere in un Parlamento in cui la maggioranza fa capo all’odiato imprenditore brianzolo, siano coerenti. Si dimettano. Per il bene di tutti.



Dicembre 15th, 2009 at 10:00
[…] Ma in che Paese viviamo? chiediamo le dimissioni di Bindi e Di Pietro! […]
Dicembre 16th, 2009 at 18:58
Di Pietro fa veramente schifo. un personaggio squallido che prima ha usato la sua posizione di magistrato “torquemada” per diventare noto e poi ha usato questa funzione pubblica a fini politici. Io non sono un accanito sostenitore di Berlusconi, ma non vedo tante differenze, visto che lui sostiene che l’altro usi i suoi (e per Berlusca sono almeno suoi veramente) mezzi per propaganda…
Dicembre 16th, 2009 at 19:12
condivido! grande Valerio!
Dicembre 18th, 2009 at 13:53
Uno dei tanti fulgidi esempi di “moderazione” nei toni: Gentilini
“Non c’è posto per romani e meridionali”
“Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite”
“Voglio eliminare i bambini dei zingari”
“A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre”
Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni
“Bisogna sparare sui gommoni e sulle carrette del mare, logicamente non quando sono ancora piene di clandestini, ma sugli scafisti, anche con un colpo di bazooka, i gommoni vanno distrutti, perché, a un certo punto, bisogna puntare ad altezza d’uomo. “
“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni, i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili”
“Io non ho nulla contro i gay, le prostitute, le lesbiche: ognuno è arbitro del proprio corpo. Non tollero però che queste esibizioni amorose, o altro, avvengano nella provincia di Treviso. Pulizia etnica quindi significa tabula rasa”
“è ora di farla finita con i cani “stranieri”, in città saranno ammessi esclusivamente cani “di razza padana.”
“Sacerdoti stranieri? No grazie. Gli stranieri non conoscono le tradizioni”.
Auguri a tutti di buon anno!
Fabrizio Debernardi