Archive for Gennaio, 2010

Il Giorno della Memoria. Un giorno per non dimenticare

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Il Giorno della Memoria. Un giorno per non dimenticare.

Per non dimenticare l’Olocausto, l’eccidio di milioni di ebrei innocenti, condannate a subire torture indicibili. Dachau, Treblinka, Auschwitz: sono i nomi dei più famigerati campi di sterminio nazisti.

Il Giorno della Memoria è passato e molti sono stati gli interventi televisivi, i documentari, i film, le manifestazioni locali. Ricordiamocelo però in tutti i comportamenti quotidinai…

E’ un giorno che va vissuto sempre, per non dimenticare gli orrori della guerra, la follia del dispotismo e del totalitarismo. Per non dimenticare anche tutte le milioni di persone morte anche dopo la fine della seconda guerra mondiale, condannate a morire nelle foibe o nei gulag siberiani. Per non dimenticare che nessun uomo è al di sopra degli altri. Per non dimenticare che la giustizia deve essere uguale per tutti, per non dimenticare gli eccidi in Estremo Oriente, le sanguinose lotte tribali in Africa, l’antisemitismo sempre in agguato e ogni forma di razzismo.

Il Giorno della memoria: una porta aperta verso la libertà nel rispetto della democrazia e della dignità umana, indipendentemente dal Credo, dalla lingua e dalla razza.

Perché un uomo potrà dirsi libero soltanto se la Storia farà in modo che i tragici errori del passato e del presente, non abbiano più a ripetersi in futuro.

La Serbia è vicinissima sia nel tempo che nei chilometri!

Il buonsenso non ha colore: la Valsusa lo ha capito! SI alla TAV

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Intesa bipartisan sulla Tav. era ora!!!

La proposta lanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino ha raccolto il consenso di buona parte del centrosinistra e di quella del centrodestra.

Risultato? Domenica 24 gennaio i sindaci della Valsusa e non solo, scenderanno in piazza per manifestare pubblicamente il loro consenso alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Milano e Torino a Lione. La Francia e di conseguenza l’Europa si fanno più vicine.

Sembrerebbe che il buonsenso abbia avuto la meglio su quanti (una minoranza) continuano a rifiutare la realizzazione del progetto, tanto da arrivare al punto di ostacolarlo, acquistando gli appezzamenti di terreno sui quali la linea dovrebbe passare.sitav.jpg

La strenua opposizione alla Tav in Valsusa ha già posto il nostro Paese in una situazione di stallo che ha il sapore del paradosso. Anarchici “bombaroli” e un pugno di amministratori hanno tenuto in scacco due decenni l’amministrazione regionale e il governo centrale.

Adesso la maggior parte degli abitanti e dei sindaci della Valle si è resa conto che un’opposizione demagogica e strumentale ha fondamentalmente danneggiato l’economia della zona, isolando tutto il Nord-Ovest dalle comunicazioni veloci.

Questa è la dimostrazione pratica che quando si vuole, si può raggiungere un’intesa su un’esigenza comune, indipendentemente dagli schieramenti e dagli steccati ideologici. Il buonsenso non ha colore: la Valsusa lo ha capito! E lo dimostra con una contromanifestazione che la dice lunga. Meglio tardi che mai…

La lezione di Don Gelmini a tutti noi

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“Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo” - così don Pierino Gelmini si è rivolto a Silvio Berlusconi - Qualcuno ti ha definito il diavolo - ha affermato il sacerdote -, ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene”. Il fondatore della Comunità “Incontro” ha quindi rivolto a Berlusconi un nuovo incitamento, alzando la voce: “Non avere paura, tieni duro e vai avanti. Non arrenderti, per favore”.

La notizia riportata dall’agenzia di stampa Ansa è significativa, tanto più che a rilasciare queste dichiarazioni è un religioso da anni in prima linea nella lotta contro la tossicodipendenza. Un sacerdote si è rivolto al presidente del Consiglio, ancora in convalescenza dopo la brutale aggressione subita ad opera di uno psicolabile a Milano in Piazza del Duomo, con un coraggio che altri non avrebbero avuto. Parole che avranno procurato di certo non pochi mal di pancia alla religiosissima Rosy Bindi e al giacobino forcaiolo Antonio di Pietro.

Quella piazza che qualcuno voleva infiammare per sfogare il proprio rancore (dovuto poi a cosa?) nei confronti del premier, oggi dimostra di avere un’anima e di non essere facilmente manovrabile. Anche buona parte dell’opposizione si sta rendendo conto che i facinorosi devono essere isolati, perché sono proprio loro a costituire una minaccia per la società civile.

La politica sta maturando e la cultura della convivenza (e non della connivenza, si badi bene) sociale sta lentamente, ma gradatamente prendendo piede. E le esternazioni coraggiose di don Gelmini costituiscono il primo segnale positivo in questa Italia che finalmente riflette, s’interroga, cerca delle risposte.

don Gelmini sprona Berlusconi ad andare avantiQuesta è l’Italia che ci piace: quella in cui alberga la cultura del coraggio, della presa di coscienza, della passione tesa a migliorare la società.

Grazie don Gelmini, per la grande lezione di umanità che hai impartito a tutti noi in un momento in cui si pensa sopratutto a scartare i regali e ad abbuffarsi durante pranzi e cenoni.