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Partito è partito, Democratico staremo a vedere

Politica 2 Comments »

1,5 milioni, 2 milioni, 3 milioni… le cifre impazzano. Tanti sarebbero i votanti delle odierne primarie per eleggere il leader del nascente Partito Democratico.

Le stesse cifre, moltiplicate per un minimo di 1 euro, fanno 1,5 milioni, 2 milioni, 3 milioni di euro. Una bella sommetta, utile a permettersi bottiglie di pregiato champagne per il vincitore Veltroni.

Ora al domanda, che da più parti politiche è prontamente arrivata, è “Caro Uolter, da che parte starai ora? Sinistra estrema (che fino ad oggi ha condizionato pesantemente il Governo attuale, ndr), oppure centro moderato?”

Eh sì l’annoso dilemma, nonchè eterno problema (del centro-sinistra) torna sempre.

Ma il buon Veltroni saprà egregiamente turlupinare tutti con i suoi modi pacaci da imbonitore. Alla fine pur di non rinunciare alla “cadrega“, manderanno tutti giù la medicina amara.

Magari con l’ausilio di un po’ di zucchero.

Dritto fino al cielo

Tempo Libero 4 Comments »

burj dubaiVerrà terminato entro il 2008 e sarà il grattacielo più alto del mondo: 700 metri di altezza (e forse più). Si trova a Dubai.

Già oggi, in fase di realizzazione, è alto 512 metri ed è la costruzione più alta del mondo.

Costo complessivo di realizzazione 725 milioni di euro.

Si mormora l’imminente costruzione di un grattacielo simile in una nota cittadina piemontese…

Alitalia: per ora resta statale

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AlitaliaAlmeno alle condizioni imposte dal Tesoro.

Ultimo gruppo interessato all’acquisto del vettore aereo nazionale, Air One, ha gettato la spugna, ritirandosi dalla gara per la privatizzazione di Alitalia.

Carlo Toto, patron di Air One, ha dichiarato che «dopo un’attenta analisi del contratto di vendita e con grande disappunto, allo stato attuale Air One non presenterà il prossimo 23 luglio l’offerta vincolante per la privatizzazione di Alitalia».

Lo stesso manager ha fatto presente di essersi trovato di fronte a “resistenze”, soprattutto politiche, che hanno reso difficile il cammino verso Alitalia.

Analizzando le condizioni imposte dal Tesoro si rileva come siano esse vincolanti e che di fatto impediscano il risanamento e la ripresa dell’azienda. In primis la necessità di rivedere il rapporto con i sindacati per un piano di ridimensionamento dell’organico, nonchè il rinnovamento del management. Gli esuberi di forza lavoro impediscono oggi il rilancio di Alitalia.

Insomma Air One esce di scena. Come dargli torto? Facendo un paragone banale, è come se il panettiere ci obligasse a consumare il suo pane in un modo ben preciso. E guai se non lo si fa.

La cosa triste, per noi poveretti del popolino, è che Alitalia per ora continuerà a gravare sulle nostre spalle.